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Un'iniziativa da sottolineare
Sono ormai quasi due anni che la Dott.ssa Nilofer Farjio ha inserito
nell'elenco degli articoli stabili del Forum alcune interessanti
interviste ai ricercatori che si occupano di studiare i capelli e le
patologie ad essi connesse. Diversamente dagli articoli scientifici le
interviste appaiono come una finestra sul mondo della ricerca da cui
traspare in maniera inequivocabile la genuinità di persone che
trascorrono buona parte della loro vita nei laboratori di ricerca. Le
domande includono ipotesi e linee di sviluppo delle ricerche in atto da
cui si potrà intuire la direzione che sta intraprendendo la ricerca e le
aspettative di chi la porta avanti.
Riporteremo, in questo numero della newsletter e nei prossimi, un breve
sunto delle interviste fino ad ora pubblicate, la cui versione integrale
può essere scaricata in pdf dal sito dell’ISHRS.
Dal Forum sett/ott 2009
Un'intervista Felix Brockschmidt con i Dottori Felix Brockschmidt e Markus Nöthen sulla
genetica di alopecia androgenetica
Alopecia androgenetica: recettore degli androgeni e recenti scoperte sul cromosoma 20p11.
Qual è il meccanismo
d'azione del recettore degli androgeni?
Il DHT, metabolita del
testosterone, ha una affinità molto più elevata per il legame alla
proteina AR. Dopo il legame con l'AR, la proteina agisce come un fattore
di trascrizione che attiva altri geni.
Quali sono i diversi alleli che sono stati descritti per il gene AR e
cosa significa questo in termini di predisposizione alla AGA?
Stiamo cercando di
comprendere quale variante allelica è quella realmente attiva e in grado
di determinare il fenotipo ma esistono altre possibili cause non ancora
comprese.
Avete identificato altri
geni responsabili dell'AGA e si può descrivere questi geni?
Si, come molti sanno l'AGA
non è un disturbo monogenico, cioè un disordine in cui vi è un rapporto
un gene - una malattia. È evidente che diversi geni contribuiscono allo
sviluppo di AGA e oggi siamo in grado di identificare i geni con gli
effetti più forti. Tuttavia, siamo solo agli inizi ed è probabile che
molti altri geni con effetti moderati o piccoli esistano.
Il gene AR sembra difatti
essere il gene principale ma l'anno scorso siamo stati in grado di
identificare una nuova sensibilità locus sul braccio corto del cromosoma
20 che ha mostrato una forte associazione con AGA.
Inoltre in questa regione
genomica esistono altri geni non ancora identificati che regolano
l'espressione di uno o più geni nelle vicinanze coinvolti nel processo.
Avete idea se il
contributo di ciascun gene è additivo, per esempio, la presenza di tutti
i geni determinerebbe un progresso della calvizie sino ad un Norwood VII?
L'effetto del cromosoma 20
locus sembra essere additivo per il locus AR. Poichè non tutti i loci
AGA sono stati ancora identificati, il fenotipo non può essere
pienamente spiegato, al momento attuale.
Che valore date al test genetico attuale. Pensate che un test in
grado di comprendere tutti i geni noti possa aggiungere ulteriori
informazioni per prevedere l'entità della perdita di capelli?
I
test attualmente disponibili si basano solo sui risultati legati al gene
AR. Questo è sicuramente un luogo importante per l'AGA, ma il suo potere
predittivo non è soddisfacente. Altri loci come il nuovo locus sul
cromosoma 20 dovranno essere integrati per migliorare il potere
predittivo di tali prove. Con l'identificazione di loci di più il potere
predittivo sarà progressivamente migliore.
Vi sono stati anche numerosi studi per misurare le ripetizioni delle
triplette CAG, e le conseguenti implicazioni terapeutiche. Qual è la
vostra opinione sul valore di questi test?
Studi di associazione
genetica svolte in piccoli campioni devono essere valutati con cautela.
Il valore predittivo di tutti i dati replicati dovrà stabilire se
possano essere tradotte in pratica clinica.
Felix
F. Brockschmidt, PhD
Scientist, Department of Genomics, Life & Brain
Center, University of Bonn.
Dopo tre anni di studi di giurisprudenza presso l'Università di Treviri,
Felix Brock Schmidt ha studiato biologia presso l'Università di Bonn,
dove si è laureato nel 2004. Ha lavorato presso l'Istituto di Genetica
Umana presso l'Università di Bonn, dal 2002 al 2004 e fu coinvolto nella
ricerca sulla alopecia androgenetica. Nel 2004 ha iniziato come un
dottorando presso il Dipartimento di genomica al Life & Brain Research
Center presso l'Università di Bonn e ha ricevuto il suo dottorato nel
2008. Da allora, Felix Brock Schmidt sta lavorando come un
post-dottorato. Il suo obiettivo principale è la ricerca genetica di
alopecia androgenetica.
Markus M. Nöthen, MD
Direttore, Istituto di Genetica Umana, Università di Bonn.
Markus Nöthen ricevuto la sua laurea in medicina presso l'Università di
Würzburg. Si è formato come un genetista umana presso l'Università di
Bonn e vi ha lavorato fino al 2001 come un genetista clinico e
scienziato. Dal 2001 al 2004 è stato Professore di Genetica Medica e
Direttore del Centro di Genetica Medica presso l'Università di Anversa,
in Belgio. Nel 2004 Markus Nöthen diventato il Alfried Krupp von Bohlen
und Halbach Cattedra di Medicina Genetica presso l'Università di Bonn.
Dal 2001 è stato fondatore e capo del Dipartimento della genomica al
Life & Brain Research Center e dal 2004 direttore dell'Istituto.
Traduzione e
commenti a cura del Dott. Piero Tesauro
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Tradurre non è più un problema
Non tutti sono dei
maghi del computer e non tutti leggono volentieri in altre lingue. A
tutto ciò hanno posto un parziale rimedio Google e altri siti gratuiti
che mettono a disposizione un servizio di traduzione immediata di pagine
intere in pochi istanti.
Se il grado di precisione che era lecito attendersi sino a pochi mesi fa
scoraggiava la maggioranza delle persone dall’utilizzo di questo
servizio, le recenti implementazioni lo rendono viceversa affascinante.
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dall’attribuzione di valore che riusciamo a dare al contenuto che
intendiamo studiare. Nella propria lingua si percepisce con maggiore
rapidità il punto cruciale che il testo intende trasmettere, cogliendo
anche le sfumature di senso o lo sfruttamento esagerato di retorica.
Questo strumento diviene ancor più prezioso per chi intende approfondire
la propria conoscenza sulle frontiere della ricerca scientifica (anche
della cura della calvizie) e che si trova di fronte a pubblicazioni
perlopiù in lingua inglese e con termini molto tecnici.
Benché gli sviluppi informatici siano sempre in evoluzione, questi
servizi di traduzione mostrano comunque sempre dei limiti; è
raccomandabile perciò rifarsi sempre agli articoli originali o
approfondire gli argomenti con gli esperti della materia.
Un valido strumento per le traduzioni è certamente, come anticipato
precedentemente, Google.
http://translate.google.it |
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La parrucca: un aiuto, un disagio
Che la parrucca sia utilizzata da millenni come abbellimento e copricapo
è cosa conosciuta da tutti. Ciò che è cambiato nel corso dei secoli è
invece l'utilizzo che se ne è fatto e che se ne fa.
Una nota trasmissione della Rai, "Ulisse", ha mostrato in un suo
reportage la "stanza delle teste" di Cinecittà. In questo luogo sono
conservate centinaia di riproduzioni in legno delle teste di attori che
hanno avuto bisogno di una parrucca per intraprendere un ruolo. Avendo
prima dell'inizio delle riprese la forma della testa dell'attore gli
artigiani possono così preparare la protesi ben prima dell'arrivo
dell'attore stesso, risparmiando così in termini di tempo di
produzione.
Gli attori, così come gli aristocratici di un tempo, interpretano così
un ruolo pubblico, e poco importa che si sappia che nella vita privata
ognuno di loro ha un altro taglio di capelli, o che abbia problemi di
calvizie... Da questo ruolo gli attori di teatro o di cinema ne escono
sempre, spogliandosi di tutti gli orpelli del caso, comprese le
parrucche.
Se i faraoni indossavano grandi copricapo simili a parrucche per avere
un aspetto più imponente e distinguersi dagli altri, oggi è proprio il
contrario. La funzione della protesi è cercare di mimetizzarsi nella
massa: non essere scoperti, cercare di nascondere il problema della
calvizie.
Ciò che nasce quindi come oggetto di abbellimento, con la funzione di
rendere al viso più grazia o personalità può trasformare la dipendenza
che spesso si genera in una condanna a recitare un ruolo per sempre.
Mal sopportare questo accessorio che spesso poco si concilia con le
abitudini di vita di un uomo giovane e al tempo stesso vivere nel
terrore di essere scoperti è un peccato, in quanto uno strumento che
nasce per essere di aiuto può trasformare le giornate in una lunga
successione di situazioni di disagio. Ecco perché, prima di fare la
scelta di indossare una protesi, occorre riflettere sulla modalità con
cui ci viene proposta e sulle conseguenze che questa può portare.
Recitare un ruolo può essere piacevole per determinate occasioni o per
periodi anche lunghi. Se ci sentiamo obbligati ed incapaci di cambiare
rotta ciò può diventare un limite alla nostra vita sociale fino a
limitare l'interazione con gli altri.
Piero Tesauro Presidente ISHR
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La vignetta del mese
Anche la "Blakedeker" ha
iniziato la propria linea di produzione di strumenti per la FUE. |
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ISHR: la storia
Foto di gruppo del Congresso ISHR di Roma svoltosi nel 2003
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Prossimi appuntamenti
- BAAPS Annual Meeting - Cardiff, UK 17-18 Settembre
- ISHRS Regional Workshop (Follicular unit extraction) - Denver 2-3
Ottobre
- St. Louis University School feat ISHRS -
Workshop per assistenti - St. Luis, Missouri 6-8 Novembre
- ISHRS Regional Workshop - Tel Aviv 8-9 Novembre
- Japan Society of Clinical Hair Restoration - 15° Meeting Annuale -
Kobe, Giappone, 12-13 Dicembre
- Indian Association of Hair Restoration Surgeons - 1° Meeting Annuale -
Ahmedabad, India, 19-20 Dicembre
- ISHR - XIII Congresso Internazionale - Capri 20-22 Maggio 2010
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