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Hair Science
Per mesi si è discusso su un argomento importante: le soluzioni utilizzate per la
conservazione dei follicoli durante il trapianto di capelli.
Diversi lavori sono stati pubblicati a riguardo ma non sono state ancora
fornite risposte definitive. Per comprendere meglio alcuni aspetti e i
risultati sino ad ora ottenuti sono state poste alcune domande al Dott.
Mike Philpott.
INTERVISTA A MIKE PHILPOTT

BARTS AND THE LONDON
SCHOOL OF MEDICINE AND DENTISTRY
Professor of Cutaneous Biology
Lead, Centre for Cutaneous Research
Qual è la sua opinione riguardo il ruolo del follicolo del
capello nella medicina rigenerativa?
Penso che il follicolo è un eccellente modello nella biologia
rigenerativa, sia per l'abilità di rigenerazione propria del follicolo
sia per la capacita di rigenerare i tessuti circostanti sia l'epidermide
sia le ghiandole sebacee.
Inoltre, a proposito dell'interesse attuale per le cellule staminali
adulte, penso che il follicolo del capello ha molto da offrire. A
riguardo difatti è stato pubblicato un interessante articolo (2004) in
cui viene riportato un caso importante di ri-epitelizzazione di un cuoio
capelluto ustionato.
Il metodo di crescita dei follicoli "Philpott" in vitro, è quello
standard industriale. Quando lei ha sviluppato il suo terreno di
coltura, quali fattori ha utilizzato?
Ho utilizzato il William E Medium per la coltura delle ghiandole sebacee
e delle sudoripare. È un terreno ricco di molti fattori originariamente
sviluppato per colture delle Isole di Langherans. I follicoli possono
aver bisogno di un terreno ricco e noi addizioniamo glutammina,
idrocortisone, oligoelementi e antibiotici.
Lei pensa che il trasporto ed i mezzi di coltura che lei usa
potrebbero essere utili in un trapianto di capelli?
Ho sempre constatato che la qualità e il tasso di crescita dei
follicoli isolati dopo 24 ore in frigorifero non erano così buoni come
da pelle fresca. Penso che per il trapianto servano pochi ingredienti
essenziali. Pelle e follicoli sono metabolicamente molto attivi e
l'aggiunta di nutrienti come glucosio e glutammina possono essere molto
importanti.
La maggior parte dei chirurghi usa una soluzione salina fredda.
Qual è la sua opinione sull'uso di questo metodo di conservazione?
Io penso che sia corretto per un breve periodo di tempo e sono sicuro
che addizionando del glucosio sia meglio. Noi spesso utilizziamo PBS e
EBSS per mantenere i follicoli durante le condizioni sperimentali.
Invece per il mantenimento overnight usiamo sempre William E Medium.
Considera importante l'uso di soluzioni tampone isotoniche?
Penso che pH e osmolarità sono molto importanti ma non so se essenziali
per il trapianto di capelli.
Lei pensa che debbano essere formulate soluzioni specifiche per il
trapianto di follicoli o possono essere utilizzate quelle già
disponibili?
Penso che quelle già disponibile vadano molto bene per i follicoli.
Sarebbe comunque interessante investigare su soluzioni specifiche e
confrontarle con quelle saline e contenenti glucosio.
Lei sa dirci se gli innesti dovrebbero essere totalmente immersi o
è meglio l'interfaccia con una garza umida?
Preferisco una garza umida anche se non ho dati scientifici certi che lo
possano dimostrare. La mia risposta nasce da studi effettuati sulle
ghiandole sebacee che possono essere danneggiate da un mezzo di coltura
troppo freddo.
Lei conosce metodi per la conservazione a lungo termine degli
innesti?
Per 20 anni noi abbiamo discusso riguardo la crioconservazione, oggi
a che punto siamo?
Abbiamo un terreno standard di crioconservazione cellulare e ci siamo
sempre chiesti se può preservare dal rischio di formazione di cristalli.
Altra proposta potrebbe essere la conservazione con azoto liquido.
Forse è il momento di fare ricerca a tal proposito.
In base alle sue conoscenze conferma o rifiuta l'idea che la
produzione di radicali liberi (ROS) potrebbe essere dannosa per
l'impianto di follicoli nel trapianto di capelli?
Io penso che possono essere
dannosi per la caduta dei capelli. Comunque questo è ancora oggetto dei
nostri studi.
Per concludere come possono I
chirurghi collaborare meglio con I ricercatori?
Abbiamo
sempre bisogno di tessuti e sono molte le cose che dobbiamo ancora
imparare. Quando iniziai le prime colture con grande superficialità
dichiarai che in dieci anni avremmo trovato la cura per la calvizie a
distanza di 20 anni sono ancora spesso tormentato da quelle
dichiarazioni che i giornalisti ritrovano nei vecchi file!
Riassunto a cura del Dott. Tesauro
Articolo presente in Forum dell'ISHRS
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Il confine tra l'etica e
l'estetica
Nell'era della globalizzazione, oltre alla riduzione delle distanze e
alla contaminazione di stili ed usanze diverse, si sta verificando una
contaminazione tra settori molto differenti.
Se è vero che alcune influenze sono da considerarsi dei passi in avanti,
è altresì vero che quando delle pratiche economiche si sostituiscono
alla prudenza e alla disciplina principale l'esito non è un guadagno per
tutti ma il rischio di speculazione è molto alto.
È così che anche alla chirurgia estetica dovrebbe corrispondere
un'etica medica. Se l'economia pervade sempre più le nostre pratiche,
qualunque esse siano, è altrettanto vero che questa non può prevalere
sulla materia di riferimento, in questo caso la salute e la medicina e
la chirurgia anche se estetica.
È così che navigando in rete ci si può imbattere in siti internet
che reclamizzano i last-minute (pratica delle agenzie di viaggio)
applicati alla chirurgia estetica. Il tutto affiancato ad
un'aggressiva politica di marketing in versione "saldo".
Andando ad analizzare meglio le cose e gli slogan, nonchè le frasi ad
effetto per cercare il convincimento dei pazienti, si nota infatti che
dalla pratica di attenzione del paziente si scivola verso
un'enfatizzazione smodata del guadagno in termini di economie di tempo e
di denaro; sia per quanto riguarda il paziente sia, soprattutto, per
quanto riguarda il fornitore della prestazione.
Questo fornitore, ad una più attenta analisi, non è più il chirurgo
bensì un'entità superiore che organizza il lavoro come se il flusso
dei pazienti fosse una catena di montaggio. Si tratta, nè più nè
meno, di un'economia di tipo intensivo dove i pazienti rischiano di
divenire materia prima di questa complessa organizzazione.
Questo si nota anche dalle citazioni presenti all'interno dei vari siti
ed in particolare in uno dove si citano due economisti che definiscono
la "bellezza come prodotto".
Oltre all'abbattimento dei costi e all'occupazione del tempo, non
devono mancare l'ascolto del paziente prima dell'intervento, la
valutazione del caso (uno per uno) nonchè l'attenzione alla
convalescenza, tempi che non possono essere abbreviati
senza cadere in un'ottica di consumismo chirurgico-estetico.
In fondo è lecito cercare strategie economiche più convenienti per
tutti, ma non si può traslare una strategia di marketing così com'è da
un settore ad un altro. Le regole principali della chirurgia e della
medicina non vanno tralasciate, l'estetica ha sempre bisogno di un'etica.
I trapianti di capelli last minute lasciamoli da parte senza la paura di
affermare che chiunque agisca senza riflettere commette sempre un
grave errore.
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Un agente segreto con un... aiutino
È innegabile
che l'attore che meglio e più a lungo ha interpretato il ruolo di 007, e
che soprattutto è entrato a far parte dell'immaginario collettivo come
agente segreto di sua Maestà, sia stato Sean Connery.
Scozzese di nascita, impiegato in innumerevoli lavori prima di arrivare
al successo, dopo aver partecipato a Mister Universo ed essere arrivato
terzo, ha fin da giovanissimo avuto problemi di calvizie, tanto da
essere obbligato in numerose pellicole ad indossare parrucche.
La pratica consolidata sin dai tempi più antichi dell'indossare
parrucche da parte degli attori, argomento già trattato nelle scorse
newsletter, non fa di certo scalpore.
Tuttavia, l'incipiente calvizie di Sean Connery non l'ha mai
imbarazzato, nè messo a disagio di fronte alle telecamere. Ha
interpretato infatti diversi ruoli, con e senza toupè, senza
perdere in termini di fascino e di naturalezza.
Un agente segreto pare però che non possa avere problemi di calvizie,
tanto da obbligare il carismatico 007, interpretato da Connery, ad
avere nel 1971, in "Diamonds are forever", più capelli di quanti ne
avesse nel 1964, in "Goldfinger".
A questo punto è d'obbligo una domanda: il fascino dipende solo dai
capelli? Sicuramente no. Lo stesso Connery infatti, pur apparendo in
altri film completamente calvo o con capelli molto radi (anche molto
tempo prima dell'ultimo Bond interpretato nel 1983), ha mantenuto lo
stesso carisma, tanto da meritarsi il titolo dell'uomo più sexy del
pianeta nel 1989 e dell'uomo più sexy del secolo alla fine del '900.
I capelli sono sicuramente importanti e vanno curati, ma senza
trasformare un problema in un'ossessione. La cura e la chirurgia della
calvizie devono andare in questo senso: mirare al massimo risultato
senza tuttavia accanirsi e senza bruciare delle tappe che possono
portare a risultati deleteri. In fondo, come insegna Connery, il fascino
non passa solo dai capelli.
Goldfinger 1964
Hill 1965
Diamonds are forever 1971
Anderson Tapes 1971
Mai dire mai 1983
Fonti:
http://www.aveleyman.com/ActorCredit.aspx?ActorID=3486
http://www.filmscoop.it/cgi-bin/attori/SEANCONNERY/SEANCONNERY.asp
http://fuorischermo.net/Bondzoom.html
http://cinema.ilsole24ore.com/biografia/sean-connery/?refresh_ce
Luca Rizzi
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La vignetta del mese
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ISHR: la storia
Ecco, con un membro del Consiglio Direttivo, altri due amici dell'ISHR

Da sinistra verso destra: Paul Straub, Michele Roberto, Kuniyoshi Yagyu
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- ISHRS Regional Workshop (Follicular unit extraction) - Denver 2-3
Ottobre
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Workshop per assistenti - St. Luis, Missouri 6-8 Novembre
- ISHRS Regional Workshop - Tel Aviv 8-9 Novembre
- Japan Society of Clinical Hair Restoration - 15° Meeting Annuale -
Kobe, Giappone, 12-13 Dicembre
- Indian Association of Hair Restoration Surgeons - 1° Meeting Annuale -
Ahmedabad, India, 19-20 Dicembre
- ISHR - XIII Congresso Internazionale - Capri 20-22 Maggio 2010
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