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Utilizzo del TrichoScan per la stima di un pattern di alopecia nelle donne

Una delle definizioni classiche dell'alopecia androgenetica è che essa sia la progressiva miniaturizzazione dei follicoli sotto l'influenza degli ormoni androgeni.
Negli adulti esistono due distinte popolazioni di peli: terminali e vellus.
Sul capo il numero di capelli di piccolo diametro, inferiore a 40 mm, è normalmente inferiore al 20% (includendo la conta dei peli vello).
Tale percentuale aumenta nell'alopecia androgenetica ma la diagnosi, basata esclusivamente sui rilievi clinici e sui dati ottenuti da un tricogramma standard, è spesso sbagliata ed imprecisa. Complesse misurazioni manuali, sebbene possibili, non sono mai fatte nella pratica e sono spesso lunghe e poco accurate.
E’ inoltre impossibile nell’esecuzione di un tricogramma standard strappare tutti i capelli di diametro inferiore ai 40 mm nell’area selezionata a causa di ovvie limitazioni tecniche. Tali misurazioni, attualmente in uso, causano spesso una sottostima del processo di miniaturizzazione in atto.
Da queste considerazioni è nato il TrichoScan, un nuovo metodo per la misurazione in situ della crescita dei capelli che combina una microscopia ad epiluminescenza e un’analisi digitale delle immagini.
Definendo in Fase Anagen un capello in crescita ed in Fase Telogen un capello che non cresce entro tre giorni, una scansione eseguita con il TrichoScan su una piccola parte in cui i capelli sono stati tagliati, consente di calcolare in modo non invasivo e preciso il grado di miniaturizzazione.  E’ un metodo veloce, poco costoso per il paziente e perfettamente confrontabile per la valutazione dell’efficacia delle terapie.
L’obiettivo dello studio è stato quello di esaminare la miniaturizzazione in donne utilizzando il TrichoScan. In tutte le pazienti sono stati identificati due siti di indagine: la chierica (crown), regione androgeno dipendente, e l’area occipitale, relativamente meno sensibile agli androgeni e per questo molto più stabile.

Medodo:

Lo studio è stato condotto su 28 donne affette da alopecia androgenetica mentre 10 volontarie sono state arruolate come gruppo di controllo.
In tutte le pazienti un’area di 1,8 cm quadrati è stata rasata nelle aree descritte.  Alle pazienti è stato chiesto di tornare tre giorni dopo per l’esecuzione del tricogramma digitale ed in tale giornata i capelli rasati sono stati colorati per 12 minuti con una tinta mentre il cuoio capelluto è stato poi pulito utilizzando una soluzione alcolica.
Le immagini digitali sono state ottenute utilizzando una magnificazione 20X e un sistema di microscopia digitale ad epiluminescenza (Fotofinder DERMA) fintanto che l’area era ancora bagnata.

Note tecniche:

Il TrichoScan riconosce capelli miniaturizzati fino al limite di 5 μm.

Il programma raccoglie i seguenti parametri:
  • Conta dei capelli Anagen (%);
  • Conta dei capelli Telogen (%);
  • Rapporto Anagen:Telogen (%);
  • Conta dei capelli terminali (maggior di 40 mm di diametro);
  • Conta dei capelli miniaturizzati (minori di 40 mm);
  • Rapporto tra capelli teminali e capelli miniaturizzati.
Sulla base dello studio della letteratura sono stati definiti dei parametri per l'analisi dei risultati utilizzando le seguenti regole:

  • Percentuale capelli in Anagen inferiore all’80% = Effluvium;
  • Percentuale dei capelli miniaturizzati superiore al 20% = Miniaturizzazione;
Il programma calcola in aggiunta il calibro dei capelli nei due siti di osservazione.

Nello studio eseguito solo il 21,4% delle pazienti affette da AGA presentava miniaturizzazione nella regione del crown, il 28,6% presentava una miniaturizzazione su tutto lo scalpo, mentre il 50% non presentava miniaturizzazione ma una diminuzione dell’Anagen nell’area del crown.
Questo studio suggerisce che la diminuzione della fase Anagen è il primo segno di alopecia femminile. La miniaturizzazione che fino a ieri rappresentava un indispensabile requisito per la diagnosi, dovrebbe viceversa essere considerato solo un arbitrario punto d’arrivo. Il TrichoScan quindi rappresenterebbe ad oggi uno strumento indispensabile per una diagnosi precoce delle alopecie femminili.

Fonte:
Dermatologic Surgery vol. 35 n.4 - Aprile 2009
Titolo originale: Use of the TrichoScan to Assess Female Pattern Hair Loss
Bozena Riedel – Baima, Alexander Riedel.
Adattamento e traduzione: Dott. Piero Tesauro.
La Dottoressa Bozena sarà uno dei relatori principali del Workshop dell’ISHRS in Polonia.
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Ennio Orsini: il tatuaggio come soluzione estrema.

I progressi e le tecniche si affinano in tutti i campi, anche in quello dei tatuaggi. E’ così che si può segnalare il tatuaggio come rimedio ad alcune, seppur limitate, esigenze. I limiti, tra cui la mancanza di volume, permangono ma, a differenza del passato, vi è una maggiore fedeltà che porta ad una somiglianza del tatuaggio con il pelo reale e non più ad avere, dopo l’intervento del tatuatore, un semplice tracciamento di una linea scura sulla cute.
Con queste nuove tecniche si possono così risolvere alcuni problemi, come la copertura di cicatrici di interventi malriusciti, o utilizzare il tatuaggio in alternativa ad interventi che non possono essere effettuati.

www.ennioorsini.com
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Labo: le parole sono importanti...

La pubblicità è l’anima del commercio. Sicuramente questo aforisma è conosciuto da tutti. Certo è che la pubblicità, in teoria, dovrebbe reclamizzare il prodotto e, secondo i canoni etici degli addetti alla comunicazione, non dovrebbe spingere verso false aspettative. D’altra parte tutti noi siamo abituati oramai a filtrare le immagini che ci vengono proposte, sempre più “appetitose”, con occhi disincantati. Così ci si ritrova davanti agli scaffali ad acquistare prodotti che sono stati reclamizzati con colori brillanti e con materiali hi-tech, già consapevoli che la copia non è mai come l’originale; anche se in questo caso l’originale diventa l’immagine pubblicitaria.
Diverso è però quando, da “pubblicità che induce bisogni”, ci si ritrova dinnanzi a “pubblicità che risolve problemi”. Se, come è noto, la calvizie per la maggior parte delle persone rappresenta un problema importante, pubblicizzare un prodotto come Crescina della Labo in modo ambiguo è sicuramente un’operazione che, dal punto di vista etico, pone delle perplessità.
La pubblicità di Ronaldo, utilizzato come testimonial dalla Labo per Crescina, in cui lo stesso calciatore con una folta capigliatura reclamizza il prodotto, lascia intendere (ed è la stessa accusa mossa dalle associazioni dei consumatori) che la crescita miracolosa dei capelli di Ronaldo sia dovuta al prodotto della Labo. Il passo per la denuncia all’Antitrust da parte dei “Consumatori Associati” è stato breve. La pubblicità lascia infatti intendere che la trasformazione del calciatore, da calvo a “capellone”, sia dovuta al prodotto, e non all’aver smesso semplicemente di radersi a zero. D’altro canto non vi è nessun riferimento diretto all’utilizzo da parte sua...
La stessa Labo, sempre su segnalazione delle associazioni dei consumatori, ha in corso anche un’istruttoria per aver reclamizzato prodotti con “cellule staminali vegetali”. Lo stesso utilizzo della parola “staminali”, oramai sinonimo di avanguardia nella ricerca, ha indotto molti consumatori ad acquistare i prodotti reclamizzati con questa formula, anche se non supportati da nessuna prova scientifica. La prova che le campagne pubblicitarie funzionano, al contrario dei risultati dei prodotti, è data dal volume d’affari. Nel 2007, come riportato da Ernesto Fiorillo, presidente dei “Consumatori Associati”, Labo ha investito cinque milioni in pubblicità con un tornaconto di circa venti milioni. Quando si tratta di problemi legati al campo medico, anche se medico-estetico, la parte comunicativa dovrebbe forse essere più prudente e restare sotto l’egida dell’etica. In fondo le parole, anche quelle non dette, sono importanti…

Luca Rizzi

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ISHR: la storia
Questo mese alcuni degli amici dell'ISHR che hanno partecipato ai congressi.

Paul Straub Jerzy Kolasinski Ron Shapiro
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