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NUOVE FRONTIERE NEL CAMPO DELLA CHIRURGIA DELLA CALVIZIE:
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| Prof. Marco Toscani | |||
L'autotrapianto di capelli è una tecnica ben consolidata e documentata.
L'utilizzo di tale metodica non sempre risulta sufficiente alla copertura
della superficie da trapiantare poichè spesso nei casi di calvizie
avanzata, il numero di follicoli dell'area donatrice da trapiantare risulta
essere inadeguato alla richiesta della zona ricevente. Recentemente sono stati riportati in letteratura numerosi lavori riguardo nuove teorie su anatomia microscopica, fisiologia, e la possibilità di duplicare il bulbo pilifero. Il follicolo pilifero si divide in due segmenti: permanente (infundibulo e istmo) e transitorio (area staminale e bulbo). Le due zone sono suddivise tra loro dal muscolo piloerettore: la regione superiore è il segmento permanente, quella inferiore è la transitoria. La porzione superiore del segmento transitorio contiene una ricca popolazione di cellule staminali, e viene indicata con area del bulge. Alcuni recenti studi hanno dimostrato che sezionando il follicolo trasversalmente a questo livello si ottengono due unità follicolari autonome in grado di produrre ciascuna un pelo maturo. Sulle basi di tali conoscenze abbiamo utilizzato, nei casi selezionati, la tecnica del trapianto con follicoli monobulbari, li abbiamo sezionati trasversalmente a livello dell'area del bulge, in modo da ottenere due frammenti (uno prossimale contenente la papilla e uno distale) e li abbiamo impiantati in zone facilmente riconoscibili. Entrambi i frammenti una volta impiantati hanno prodotto dei capelli che, anche se hanno avuto una crescita e uno sviluppo inizialmente ritardata rispetto a quelli provenienti dai bulbi "integri", dopo circa un anno avevano un aspetto praticamente identico. Questa tecnica, non va a sostituire la metodica dei mini e micro-innesti, ma può essere un valido ausilio nei pazienti con una limitata area donatrice, e/o con calvizie estese perché permette di effettuare il doppio degli innesti con grande risparmio di bulbi "preziosi" a parità di cicatrice nella zona donatrice, oppure permette di effettuare lo stesso numero di innesti con cicatrici della metà. Tuttavia necessita di personale esperto nell'uso del microscopio ottico e dotato di buona manualità. Comporta, inoltre, un maggior tempo operatorio rispetto all'autotrapianto tradizionale mediante microinnesti ed è opportuno avvertire i pazienti che la crescita iniziale dei capelli trapiantati è ritardata di qualche mese rispetto alla crescita normale dei bulbi singoli, onde evitare possibili stati d'ansia. Prof. Marco Toscani, Specialista in Dermatologia e Chirurgia Plastica Ricercatore e Docente di Chirurgia della Calvizie presso l'Università "La Sapienza" di Roma Tel.:335.8311606 - 06.6792966 E-mail: marcotoscani@libero.it |
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