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La Società di Cura e Chirurgia della calvizie, con sigla ISHR
(Italian Society of Hair Restoration), è stata fondata a Roma presso
l'Istituto Dermopatico Italiano (IDI) nell' aprile del 1996 in occasione
del primo congresso sulla calvizie fatto in Italia. La Società
fu fondata, alla pari di altre Società che si occupano di terapie
estetiche e fiosiognomiche, da specialisti di varie branche (dermatologi,
chirurghi generali, otorinolaringoiatri etc.) allo scopo di dare un aspetto
multidisciplinare per un approccio più ampio al problema.
La Società organizza un Congresso annuale con sedute chirurgiche
dal vivo ad opera di illustri chirurghi stranieri ed italiani, in linea
con una delle finalità della società "organizzare
e promuovere annualmente il Congresso Internazionale di chirurgia della
Calvizie". In questa occasione si organizzano anche corsi pratici
e teorici di preparazione per giovani medici e, cosa ancora più
particolare, corsi di addestramento per infermieri. Con questo si rispetta
un altro scopo della Società "di istruire e formare il
personale medico e paramedico che si occupa del trattamento della calvizie".
La figura professionale di questa categoria è oltremodo importante
in questo tipo di chirurgia, in quanto nel team chirurgico, composto da
un medico e tre-.quattro infermieri o tecnici, questi ultimi preparano
i bulbi da tagliare e spesso, come in molti paesi europei, partecipano
attivamente all'atto operatorio impiantando anche i bulbi stessi.
Altra finalità della Società è quello di "promuovere
la ricerca e la tecnica del trattamento della calvizie attraverso l'attività
comune di medici esperti nel settore", cioè incrementare
la ricerca di base come quella delle modificazioni genetiche o dell'utilizzo
delle cellule staminali nella moltiplicazione dei bulbi capilliferi, sì
da avere una più ampia quantità di unità follicolari
da impiantare. A tale scopo stanno partendo studi multicentrici tra vari
laboratori italiani ed europei, con scambi di informazioni ed esperienze
professionali. In tutti i congressi è stato universalmente accettato
che il trattamento di prima scelta per la calvizie comune è un
farmaco che si assume per via orale (la finasteride 1 mg al giorno) oppure
una lozione che si applica sul cuoio capelluto (il minoxidil). Quando
però si vogliono curare definitivamente tutte le forme di alopecia
si ricorre all'autotrapianto monobulbare.
Questa tecnica viene ormai considerata come quella di elezione e generalmente
utilizzata, vista anche l'ottima percentuale di attecchimento (circa 90-95%)
di bulbi impiantati. Anche se il numero di capelli impiantati è
inferiore a quello precedente all'inizio della calvizie, tecniche sempre
più raffinate e sessioni chirurgiche sempre più ampie (megasessioni)
portano ad impiantare fino a 3000-4500 capelli per seduta. Alcuni
autori cominciano ad impiantare anche 7000-8000 capelli in quella che
si chiama "two-day consecutive surgery", cioè due megasessioni
fatte in due giorni consecutivi.
Il successo di questa tecnica chirurgica è ormai talmente immediato
cha la si estende anche a varie forme di alopecia cicatriziale (ustioni,
interventi neurochirurgici, traumi cranici, radioterapia, patologie del
cranio capelluto) come anche in altre parti del corpo (sopraciglie o pube)
o anche nella alopecia femminile.
Tutti questi temi saranno oggetto di ampio approfondimento e dibattito
anche nel prossimo congresso che si terrà a Bari dal 29 al 31 maggio
2006. La Università è lieta di patrocinare l'evento che
vede per la prima volta a Bari riuniti i maggiori studiosi mondiali su
un argomento monotematico: la calvizie.
(Bollettino Ordine dei Medici di Bari)
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